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Mollywrote:
grazie per essere passato dal mio blog ^^
carino questo space! ritornerò a vedere gli aggiornamenti...!
nel mio blog ho organizzato dei contest grafici... perciò se siete interessati, partecipate ^^
a presto XD
Jan. 26
wOw ke figO!!!
avete stile!!!^^
se vi va passate anke da me!!!
sciaO sciaO!!^^
KissOttOli
 
-->Giuli3tt4<--
 
Aug. 1
ciao ragazzi...
fikissimo il vostro blog...
vi va di paxare da me??
bacioni!!!
tauuuuu!!!
July 31

 
Get your own Chat Box! Go Large!
Ciao..questa è una piccola chat creata per passare tempo..conoscere nuove persone da tutta italia..per iniziare a chattare non basta altro che scrivere nella stringa sotto all' emoction , e entrerai in comunicazione con gli altri cheaters =D All' inizio avrai un nick scelto dalla chat , ma potrai cambiarlo clikkando su te stessa..per cambiare foto vai tu www.imageshack.us fai sfoglia , scegli la foto , clikka su host it , prendi l' ultimo link e incollalo nella casella sotto il nome ke metti =D Ora il gioco è fatto..Ti lascio anche il link della chat "http://xat.com/House_Fashion_Style".Buon divertimento =)
July 24
No namewrote:
Ciao Alberto,
bello il tuo blog, solo non riesco ha capire i caratteri della scrittura mia avendoli impostati in bianco continuano ha venire rossi e sottolineati
anche in altri tuoi messaggi c'e' questo difetto il problema che l'utente fa fatica ha leggere allora  saluti e sempre avanti cosi
Claudio
 
May 16

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March 19

Metin 2

Metin2 è un videogioco di azione MMORPG basato sullo sviluppo di un personaggio in un mondo persistente virtuale. L'ambientazione nella quale si muove il giocatore è orientale, e a questo stile si riferiscono anche i tipi di armi e gli oggetti.
Il continente di Metin2, un tempo unito e pacifico, è stato sconvolto dalla caduta di alcune misteriose rocce, chiamate Metin, capaci di influire negativamente sulla fauna e sulle creature del luogo. A seguito di ciò, il continente si è diviso in tre stati indipendenti l'uno dall'altro e in completo contrasto dal punto di vista sociale e organizzativo. La missione in Metin2 è di contribuire insieme agli altri giocatori alla distruzione delle rocce Metin per far riunire i tre regni. Oltre a questo potranno essere spesso assegnate al giocatore missioni utili a salire di rango nell'esercito o ad acquisire oggetti speciali.In Metin2 si fa un uso coordinato del mouse e della tastiera per l'utilizzo delle abilità speciali e degli attacchi di base, nonché per il controllo della telecamera. Nel gioco è possibile, raggiunto un determinato livello, utilizzare per i propri spostamenti un cavallo, indispensabili per viaggi consistenti. La piazza del villaggio, il luogo dove generalmente vengono allestiti i mercati, è zona neutrale e può essere utilizzata come baluardo contro gli attacchi nemici. Non è raro vedere veri e propri assedi tenuti da gruppi potenti a scapito di altri più deboli. Oltre il livello 25, dopo il cospicuo pagamento di yang (la moneta nel gioco) è possibile sposarsi e avviare una relazione con un altro utente, che agevola la coppia nei diversi ambiti del gioco (exp, spostamenti...).
 
January 21

Obama Presidente

WASHINGTON - "Adesso dobbiamo rialzarci, scuoterci la polvere di dosso e cominciare un'altra volta a ricostruire l'America". L'uomo con la cravatta rossa, l'unico senza cappotto, senza guanti e senza cappello si ferma un attimo. E loro, le donne e gli uomini che lo hanno portato fino in cima alle scale del Campidoglio, che lo hanno aspettato per ore battendo i piedi sul terreno ghiacciato, cominciano a scandire: "Yes We Can!".

Il coro, potente, parte da lontano, dalle scale del Lincoln Memorial, ma è contagioso: attraversa tutto il cuore di Washington e in pochi secondi arriva sotto il palco di Barack Obama. Lui ricomincia a parlare, più veloce del solito, forse per l'emozione, forse per il freddo, forse perché sono in ritardo per colpa del predicatore evangelico Rick Warren che non ha rispettato i tempi, ma il messaggio arriva chiarissimo: "C'è bisogno di una nuova Era di responsabilità: abbiamo dei doveri verso noi stessi, la nostra nazione e il mondo".

Barack Obama alla fine sceglie la strada tracciata da John Kennedy, sceglie di chiedere al suo popolo, a quei due milioni di persone che si sono messe in fila alle quattro del mattino e che ora ha davanti, ai milioni che lo ascoltano da casa, dai megaschermi montati a Times Square a Manhattan o dai piccoli televisori accesi nei caffè di Seattle, di riscoprire l'impegno. Di rimboccarsi le maniche "perché ovunque guardiamo c'è lavoro da fare", di riscoprire i valori antichi per ricostruire l'America e la sua immagine: "Duro lavoro e onestà, coraggio e correttezza, tolleranza e curiosità, lealtà e patriottismo".
  Fare clic qui

Questa volta, nella più eccezionale e scenografica delle inaugurazioni presidenziali, i protagonisti sono due: Barack Obama che diventa presidente a mezzogiorno in punto - come prevede la Costituzione - anche se non ha ancora fatto in tempo a giurare, e questa folla di cui non si riesce a vedere la fine. Perfino i cecchini appostati sulla cupola del Campidoglio, con i loro immensi binocoli, non sanno dove si conclude quel mare di teste. Sono arrivati per mille ragioni diverse: perché credono nella pace, nella difesa dell'ambiente, nella fine delle divisioni razziali, nella sanità per tutti, in una scuola più accessibile, nella chiusura dei tribunali speciali o semplicemente nel ritorno dell'impegno politico.

Obama riassume tutto in una sola frase: "Siamo riuniti qui oggi perché abbiamo preferito la speranza alla paura, l'unità al conflitto e alla discordia". Ma c'è un motivo in più, che Obama non può dire: il suo arrivo alla Casa Bianca significa la fine della stagione di George W. Bush e Dick Cheney. Quando il copione che regola l'ordine di apparizione annuncia il vicepresidente e tutti lo vedono entrare su una sedia a rotelle partono piccoli applausi provocatori, risate, ironie. Cheney ha avuto il colpo della strega mentre spostava scatoloni durante il trasloco dalla residenza ufficiale dell'Osservatorio navale alla sua casa a McLean in Virginia. Non riesce a camminare.

Ma il vero colpo viene da Obama, ed è la sua frase più applaudita, l'unica capace di scatenare una lunghissima ovazione: "Respingiamo la falsa scelta tra la nostra sicurezza e i nostri ideali". In sole dodici parole c'è la risposta ad otto anni di dottrine repubblicane, ad un mese di interviste in cui il vicepresidente ha sostenuto che la tortura e i tribunali speciali sono giusti, necessari e indispensabili per difendere il Paese. Ma fa di più: tende la mano all'Islam e poi sottolinea che "l'America è amica di tutti i popoli, di tutte le nazioni e degli uomini, le donne e i bambini che cercano un futuro di pace e dignità". "Con questo spirito - aggiunge sorridendo - siamo pronti ad essere di nuovo leader".

Barack Obama sa però che la crisi economica peggiora ogni giorno e cerca di frenare l'entusiasmo, di ricordare che "le sfide sono molte, reali e gravi" e che non saranno superate "facilmente o in un breve arco di tempo". Ma non ci riesce. Ora è il momento della festa, dell'entusiasmo, della gioia, o come dice il regista Spike Lee mentre lo perquisiscono dopo due ore di coda "Questo è il Giorno". "Un giorno meraviglioso, il giorno che aspettavamo da una vita, la fine del cammino", come aggiunge mentre piange il reverendo nero Bart Ranson che marciò con Martin Luther King nella stagione dei diritti civili. Ha le scarpe nere lucide, la camicia bianca, la cravatta con i colori della bandiera ed è arrivato con un'anziana attivista bianca, Vola Lawson. Lei continua a scuotere la testa, cerca di convincersi che è vero: "Ho sempre sperato che accadesse ma non pensavo che sarei vissuta abbastanza a lungo per vederlo".

Non tutti hanno questo senso della storia, molti sono venuti perché sentivano il richiamo dell'avvenimento, perché hanno seguito gli amici, i genitori, i nonni o gli insegnanti. Fotografano Obama e si fotografano, per dimostrare che c'erano, per dare un senso a tutto quel freddo a tutte quelle ore di fila. Come gli studenti del liceo Franklin Delano Roosevelt di New York, tra i primi ad arrivare di fronte ai cancelli alle cinque del mattino. Sono partiti a mezzanotte con l'autobus da scuola, nella zona più remota del Queens, sono eccitatissimi: non dimenticheranno mai la loro gita scolastica. Dietro di loro una folla vestita come se dovesse andare a sciare, piumini, pellicce, colbacchi, scarponi. Poco prima delle sette, quando finalmente l'alba illumina il Mall, la gente arriva già fino al monumento a George Washington: sono un milione di persone. Raddoppieranno in tre ore.

La festa comincia quando le telecamere inquadrano l'arrivo del vecchio e malato senatore Ted Kennedy - che più tardi durante il banchetto si sentirà male - scatta la prima ovazione. Poi la folla festeggia Bill e Hillary Clinton e si scatena per Michelle Obama. Alle 11 e 25 finalmente arriva Barack e Aretha Franklin comincia a cantare "My Country Tis of Thee". Giura Joe Biden, poi, poco dopo mezzogiorno, sale sul podio insieme ad Obama il presidente della Corte Suprema, il giovane conservatore John Roberts, l'uomo scelto da George Bush per cambiare l'orientamento della giurisprudenza americana. Roberts però si inceppa, inverte le parole della formula del giuramento e Obama si ferma ad aspettare che si corregga. Poi giura sulla Bibbia di Lincoln.

Adesso è davvero presidente, la folla alza le mani al cielo e balla. Partono le trombe della banda dei marines, poi venti salve di cannone. A quel punto comincia il discorso. Poco meno di venti minuti. Il messaggio è di energia e di speranza.
Chiude la poetessa nera Elizabeth Alexander: quando era bambina, nel 1963, i genitori la misero la portarono qui ad ascoltare il discorso di Martin Luther King "I Have A Dream". Racconta che la sua vita quel giorno trovò una direzione.

Natale al cinema

The Spirit The Spirit Madagascar 2: Via dall'isola Madagascar 2: Via dall'isola


I film del periodo natalizio sono come piccoli regali sotto l'albero, momenti speciali che si attendono tutto l'anno.

Se il cinepanettone Natale a Rio domina le sale, due tra le pellicole più attese dell'anno fanno il loro esordio rispettivamente la vigilia e la sera di natale: Keira Knightley veste i panni di Georgiana Spencer (antenata di Lady D) in The Duchess mentre Samuel L. Jackson è il cattivo di The Spirit, il fumettone diretto dal genio delle strisce Frank Miller.

Natale a Rio promette e scommette sulla solita comicità un po' gretta e ripetitiva: Cristian De Sica e Massimo Ghini interpretano due cinquantenni divorziati in vacanza a Rio ignari che anche i figli adolescenti hanno avuto la stessa idea, mentre Micelle Hunziker e Fabio De Luigi vestono i panni di due colleghi di lavoro che per una serie di equivoci si ritrovano insieme in vacanza in Brasile. Il film di Neri Parenti tenterà di bissare il successo da 23 milioni di euro di Natale in crociera.

Presentato al 3° Festival Internazionale di Roma, The Duchess ripercorre la storia di Georgiana Spencer, nobildonna inglese di fine Settecento. Una bellezza sofisticata, affascinante e dal forte carisma che suo malgrado andò, giovanissima, in sposa al Duca del Devonshire: lei, però, non abbandonò mai la ricerca del vero amore.

Attesissimo dagli amanti del digitale e dei fumetti, il giorno di Natale debutta The Spirit di Frank Miller. Tratto dalle strisce di Will Eisner, il film ripercorre le gesta del vendicatore Denny Colt, rinato dalle ceneri di un criminologo della Polizia di Central City in lotta contro il perfido Octopus.

Sempre nelle sale dal 19 dicembre, a Natale non poteva mancare la magica animazione: gli animali dello zoo di New York sono protagonisti di Madagascar 2, un sequel anche migliore del primo episodio che riporta la squadra di amici nella Savana a confronto con i propri simili. Continuano le emozioni con il fantastico Ember - Il mistero della città di luce di Gil Kenan: la fantomatica città sotterranea di Ember sta lentamente perdendo le sue luci, alimentate da un generatore ormai "in scadenza" dopo soli 200 anni. L'enigmatico contenuto di una scatola magica aiuterà gli studenti della città ad affrontare l'emergenza e a salvare tutti dall'oscurità.

Anche Aldo, Giovanni e Giacomo si lanciano nella lotta agli incassi di Natale con Il cosmo sul comò: una pellicola di quattro episodi legati agli insegnamenti di un maestro zen e dei suoi due discepoli. Il trio comico, prima veste i panni di un gruppo di amici che condividono il desiderio di paternità di uno di loro, deciso a sopportare le prove più grottesche pur di raggiungere il suo obiettivo. Poi, i tre sono protagonisti della bizzarra vita di un quartiere che ruota intorno a una cadente chiesa di periferia e al suo parroco e, infine, diventano parte integrante dei ritratti di una pinacoteca che espone opere di celebri artisti trasmigrando da una tela all'altra.

Non poteva mancare il romanticismo. Richard Gere e Diane Lane sono protagonisti di Come un uragano: tratto dal romanzo di Nicholas Sparks, il film ripercorre l'amore fugace e drammatico tra una madre di famiglia in crisi matrimoniale e un chirurgo ospite della locanda gestita dalla donna.

Il 2 gennaio è invece il momento per il debutto di due prime visioni al femminile: il drammatico Davanti agli occhi, con Uma Thurman ed Evan Rachel Wood, e il thriller con sfumature da horror The Strangers, con protagonista Liv Tyler.

December 16

Trionfo Juve

TORINO, 14 dicembre - Una maestosa Juve travolge il Milan, che esce sconfitto e con le ossa rotte dall'Olimpico. I rossoneri affogano nell'onda anomala bianconera, capace di bucare per quattro volte la difesa avversaria: solo il palo e l'imprecisione delle varie conclusioni hanno impedito alla partita di trasformarsi in un tracollo completo per il Milan. Il campionato rivela così chi possa essere l'anti Inter, per grinta e cattiveria: quella che in questo momento manca alla squadra di Ancelotti e che invece permette ai bianconeri di esaltarsi, unici a rimanere in scia dei nerazzurri.

SI PARTE - Al fischio d'inizio in campo non ci sono Kakà e Flamini, lasciati in tribuna da Ancelotti, oltre alle assenze annunciate di Legrottaglie, Camoranesi e Gattuso. La partita, nonostante il freddo, si scalda subito: Dinho dribbla e Pato bicicletta, e piovono i primi fischi per Zambrotta. Amauri e Marchisio iniziano a prendere le misure della porta, poi al quarto d'ora il match si sblocca: fallo da dietro di Jankulovski su Del Piero (in leggero fuorigioco) e Alex dal dischetto non perdona. I rossoneri reagiscono, Ambrosini si mangia di testa un gol a porta vuota e una punizione di Pirlo deviata impegna Manninger. Nedved intanto sulla sinistra non ha il passo, e per infortunio lascia il posto a De Ceglie alla mezz'ora. Proprio quando il Milan coglie il pareggio con Pato, messo davanti alla porta vuota da Ronaldinho.

RE GIORGIO E IL CARRARMATO, ALLUNGO JUVE - Chiellini però non ci sta: grande stacco di testa su corner di Del Piero e la Juve è di nuovo in vantaggio cinque minuti dopo. La difesa avversaria balla e ne approfitta De Ceglie, libero di sfruttare gli spazi che Zambrotta lascia sulla sua fascia: gran cross al 41' per Amauri e stacco da dominatore del brasiliano, che schiaccia in rete. Il centravanti bianconero continua a segnare e ad inserirsi a pieno titolo nella storia della Juve dei grandi attaccanti, da Vialli a Charles.

RIPRESA, AMBROSINI-AMAURI - Ancelotti ci prova: dentro Sheva, fuori Emerson, e la mossa a livello psicologico aiuta il Milan a crederci: all'11' infatti una conclusione di Ambrosini viene deviata da Chiellini alle spalle di Manninger. Ma i rossoneri restano in 10 per l'espulsione di Zambrotta, che ferma De Ceglie lanciato a rete, e poi capitolano sotto i colpi del carrarmato dai cingoli di velluto: duetto con Sissoko al limite dell'area per poi chiudere i conti. Se si valuta che poco prima del 4-2 un fallo di mani netto di Seedorf in area non veniva fischiato da Rizzoli, che Del Piero al 70' colpisce il palo a porta spalancata e che Iaquinta (che sostituisce Amauri, standing ovation) da solo davanti ad Abbiati non sfrutta un'occasione colossale nel recupero, al Milan è anche andata bene. Galliani, come dichiarato nel prepartita, si dovrà cambiare la cravatta domani mattina, come fa ad ogni sconfitta rossonera.
November 24

Windows 7

Per la prima volta Microsoft si sbilancia e fornisce ai consumatori una stima chiara e precisa sull'uscita di Windows 7: il prossimo sistema operativo sarà commercializzato per la stagione natalizia del 2009.Negli ultimi giorni Microsoft ha mostrato a tutto il mondo la pre-release di Windows Seven, il sistema operativo che succederà a Windows Vista, in cui l'azienda americana ripone tutte le speranze di riscatto. Dopo la primissima presentazione pubblica di Windows 7 alla "Professional Developers Conference 2008" (PDC), seguita dalle dimostrazioni al "Windows Hardware Engineering Conference" (WinHEC), gli utenti hanno iniziato a chiedersi quando effettivamente verrà lanciata la versione finale del sistema operativo: a parte molte speculazioni provenienti da fonti più o meno affidabili infatti, la multinazionale di Redmond non ha mai espresso un commento ufficiale preciso sulla data d'uscita.
 
Durante una sessione tecnica dello scorso giovedì pomeriggio tuttavia, è arrivata la rivelazione da parte di Doug Howe, Microsoft Director, che ha annunciato il lancio di Windows 7 per la prossima "holiday buying season". Si tratta di una affermazione da prendere con le pinze: infatti per "periodo festivo degli acquisti", negli Stati Uniti si intende il periodo di tempo che va dal giorno successivo al Ringraziamento del 27 novembre, fino alla conclusione delle festività di gennaio. In linea di massima possiamo supporre quindi che Windows Seven "sarà completato nella metà del 2009 per essere venduto come sistema preinstallato nei computer" per Natale 2009.

E' dunque una conferma delle ipotesi precedenti, che davano ormai per certo il rilascio del nuovo sistema operativo Windows entro il 2009, anche se in molti avevano sperato in un lancio anticipato per la metà dello stesso anno. Nonostante il team di sviluppo continui a lavorare senza soste per via della situazione critica che vede la crescita di Apple e del risentimento generale per Windows Vista, Microsoft è ben conscia del fatto che un ulteriore passo falso potrebbe portare a gravi conseguenze, e si riserva dunque di raffinare ed ottimizzare Windows Seven il più possibile, prima della commercializzazione ufficiale; in particolare gli sforzi saranno concentrati sul "progetto Velocity", che mira a minimizzare i tempi di avvio e di shut-down, ma anche quelli relativi alle funzioni di ibernazione e sospensione. Una prima beta di Windows 7 dovrebbe essere disponibile per l'inizio del 2009
November 06

Del Piero matador del Real a Madrid "Si vive per queste emozioni"

Madrid, 5 novembre 2008 - Due perle che tolgono il fiato, soptrattutto al Real. L'ultima volta a Madrid fu 46 anni fa. Così Del Piero si è ritagliato un posto nella teca del museo Bernabeu con una doppietta. Sarà in compagnia di Sivori, con tutta la sacralita’ della storia del pallone coniugata al presente.

La Juve e’ gia’ aritmeticamente agli ottavi di Champions, grazie pure alla vittoria dello Zenit sul Bate. Ma soprattutto con i due gol del capitano taumaturgo. Non uno, due. Dal Real al Real, da Del Piero a Del Piero, 5 vittorie di fila a stracciare la crisi, gli infortuni, le critiche. I risultati, fatti cosi’, sono una poesia. Significano Europa a posto fino al 2009, testa al campionato, una bolla di euforia che non scoppia. E chi vuol esser lieto sia. Il 1962 e’ lontano, ma i miti si allungano pure al nuovo millennio. Una volta c’era Di Stefano di fronte, stavolta e’ Raul.

Ma non ce n’e’. Due gol, tre a fare la somma con quello di due settimane fa, e Del Piero diventa Real in persona. Lui e basta, con Maradona sugli spalti. I miti si specchiano. Un deja vu, il gol del vantaggio. Al 17’ Guti perde palla a centrocampo, Marchionni raccoglie e serve Del Piero.

Stavolta non c’e’ istinto, stavolta e’ un ragionamento: tre-quattro metri palla al piede - yes you can - cambio di passo, palla sul sinistro e giro rasoterra. Uno a zero. Si’, lui puo’ e lo fa. E Casillas come a Torino. Li’ a guardarsi i suoi centrali (Heinze e Cannavaro, Pepe non c’e’) immobili. Il 247esimo in bianconero e’ nell’enormita’ dei numeri un gol unico. Un numero primo nella sua storia personale. Ma non solitario.

Il Real si immerge in reazione nella densita’ bianconera, reparti attaccati con la colla, e il primo pallone d’ossigeno capita sui piedi sbagliati di Sergio Ramos, a pioggia sul destro bagnato: altissimo da due passi. Al 35’ van Nistelrooy in tre metri ricicla una palla qualunque in un tiro pericoloso, ma con la Juve dietro in barricata, la pressione Real si ritorce contro: una coperta corta ogni volta che parte il contropiede bianconero. In mezzo al campo sono badilate ma e’ fisiologia dell’evento.

Perche’ e’ naturale che il Real si apra in attacco e la Juve ci si infili, come e’ una prassi che il buco prima o poi alla Juve scappi: al 43’ Mellberg non taglia fuori Drenthe (che gioca al posto di Robben, fermatosi nel riscaldamento), poi con l’olandese in volata va a salvare sacrificando la sua tenuta muscolare. I cross diventano un problema prima dell’intervallo, ma Diarra non ha la testa tarata per il gol, giusto allo scadere.

La Juve nella ripresa ha i piedi pesanti, e si mette in trincea. La fatica - cosi’ dev’essere - e’ tutta esclusiva delle merengues. Invece la gloria ha un nome che rimbomba. Minuto 67, punizione: Casillas sistema una barriera a vanvera. Yes, you can: Del Piero colpisce sul primo palo. Due gol al Bernabeu. Due a zero al Real. Non c’e’ reazione, non piu’.

Attacca per dovere, il Real, senza mai intaccare davvero il muro bianconero. Cominciando a digerire una crisi passata col testimone dalla Juve, 15 giorni fa. Calpestati nell’onore a casa loro. Con il Bernabeu ad applaudire Re Del Piero primo. Un numero uno, un numero primo senza solitudine.

October 11

Nuovo tema xp

Non sono molti i temi ufficiali rilasciati da Microsoft per Windows XP. Certo, è sempre possibile ripiegare sugli ottimi prodotti realizzati dagli appassionati, ma il controllo di provenienza imposto da Microsoft su tutti i Visual Style costringe a patchare il sistema operativo prima di poter procedere.Per la gioia di coloro i quali non amano (o, per i motivi più disparati, "non possono") apportare modifiche ai file di sistema, Microsoft ha rilasciato solo uno sparuto numero di temi ufficiali: Royale, Royale Noir e Zune.Assieme a questi, possiamo elencare da oggi anche "Embedded". Si trata appunto di un nuovo tema dalle tonalità blu-azzurre dotato anche di un visual style in tinta, che, al contrario delle realizzazioni amatoriali, può essere installato sotto Windows XP anche senza bisogno di alterare i file di sistema.A scoprire il tema per primo è stato il sito di appassionati Windows Projects Community: nel post dell'annuncio, si spiega che il tema è stato estratto da Windows Embedded Standard CTP Refresh, una versione preliminare del sistema operativo Microsoft destinato ai terminali con scasa potenza di calcolo.Il sito Tweaking with Vishal ha successivamente provveduto a proporre la versione auto-installante del pacchetto qui proposta.

Ad ogni modo, la firma digitale apposta sui file assicura: è un prodotto Microsoft.


Installazione:

Una volta scaricato e lanciato l'eseguibile, è sufficiente estrarre il tutto nel percorso specificato di default, quindi cliccare con il pulsante destro sul desktop, selezionare la scheda Temi, scegliere Embedded e confermare

September 02

Prima giornata di Serie A

E’ stata una prima giornata con molti colpi di scena e belle partite.Il primo risultato clamoroso della stagione 2008/2009 arriva da S.Siro: il Milan stellare dei 3 palloni d’oro (anche se mancava Kakà) perde all’esordio in campionato contro un Bologna ben messo in campo. Strepitoso il gol di Valiani che regala ai felsinei tre punti insperati che, a fne stagione, saranno molto pesanti.Le altre big non vanno oltre il pareggio: a Firenze la sfida tra viola e bianconeri finisce 1 a 1, stesso risultato dell’Inter nell’anticipo di sabato a Genova contro la Sampdoria e della Roma in caso contro il Napoli.I pareggi delle “cinque sorelle” regalano la vetta della classifica a squadre di “seconda fascia” come Udinese (vittoriosa in caso contro il Palermo), Torino (straripante contro un Lecce parso imbarazzante) e Lazio (che passa a Cagliari per 4 a 1 dopo essere stata in svantaggio).
 
Serie A: 1a giornata

Udinese-Palermo  3-1
9'pt e 34'pt Di Natale, 24'st Bresciano, 26'st Inler
Sampdoria - Inter  1-1
33'pt Ibrahimovic, 23'st Delvecchio

Atalanta - Siena 1-0
15'pt Padoin
Cagliari - Lazio 1-4
31'pt Larrivey, 17 e 26'st Zarate, 30'st Foggia, 39'st Pandev
Catania - Genoa 1-0
16'st Mascara
Chievo - Reggina 2-1
27'st Corradi, 31'st Marcolini, 43'st Italiano
Milan - Bologna 1-2
18'pt Di Vaio, 41'pt Ambrosini, 36'st Valiani
Roma - Napol 1-1
29'pt Aquilani, 10'st Hamsik
Torino - Lecce  3-0
29'pt Rosina (rig), 31'pt Zanetti, 30'st R.Bianchi

Fiorentina – Juventus 1-1
39’ Nedved, 89’ Giardino